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lunedì 27 aprile 2015

Feltrilandia PARTE 2





         





                                                                                                                                                                                 

domenica 26 aprile 2015

Io NON sono perfetta e voi?!

In questo post, ho deciso di affrontare un argomento piuttosto serio e alquanto comune nonostante sia ancora oggi poco "affrontato" alla luce del sole.
Mi sto riferendo agli stati ansiosi e più precisamente agli attacchi di panico.


Mi permetto di parlarne solo perchè, sono stata vittima in passato di questo genere di eventi e poi con il tempo, sempre più spesso mi è capitato di trovarmi a confrontare con altre persone che come me, anche se con sfaccettature diverse, ne soffrivano.
Persone che mai avrei associato a questo genere di "problema" e che invece per motivi svariati che non sto quì ad elencare, si trovavano a farci i conti più o meno spesso.
Ma partiamo dall'inizio.
Frequentavo la prima o seconda media, quando durante l'ora di educazione fisica, intenta a giocare una partita di pallavolo, in mezzo al campo della palestra, ad un certo momento comincio ad avvertire qualcosa di strano in me.
Non sapendo cosa potesse essere e presa (appunto) dal panico, mi dirigo verso la mia insegnante di allora.
Quello fu solo il primo di una lunga serie di quelli che solo in seguito capii, trattarsi di attacchi di panico.
Che cosa stava accadendo? Quale problema di salute avevo? Di domande me ne sono poste parecchie...e certo... chiunque altro al posto mio avrebbe fatto lo stesso.
Succedeva che mentre ero presa a fare tutt'altro, nella quiete e tranquillità (apparente) più assoluta, iniziavo a sentire una morsa nello stomaco, una paura così intensa che mi portava a dirigermi il prima possibile dalla persona più vicina, a prendere la sua mano ,pregandola di non muoversi e di non parlarmi per nessun motivo. Niente intorno a me doveva mutare mentre provavo quella paura così intensa.
Se capitava che qualcun'altro si trovasse nella nostra stessa stanza , anche questa persona non doveva muoversi o nemmeno sfiorarmi, altrimenti la paura sarebbe aumentata.
In quel momento, pur trovandomi in luoghi famigliari, come poteva essere la mia casa, tutto diventava estraneo, riuscivo a riconoscere a malapena solo la stanza in cui ero, tutto il resto era come se non  lo ricordassi.
Nei casi in cui iniziavo ad avvertire l'attacco di panico e sapevo che l'unica persona nelle vicinanze era troppo lontana per riuscire a raggiungerla prima che la paura diventasse troppo forte, ero costretta a rimanere da sola, in attesa di superare da sola quel momento o chiamando qualcuno al  telefono.
Pian piano la paura diminuiva, tutto tornava ad essere famigliare. L'ambientazione intorno a me, riprendeva l'aspetto di sempre e io mi sentivo di nuovo me stessa, padrona di me stessa.
Per molto tempo in molti mi ripetevano che alla base di questi episodi c'era un problema di fondo che potevo conoscere e riconoscere solamente io e una volta capito quale fosse ..gli attacchi di panico sarebbero scomparsi così come erano arrivati.
Inizialmente quasi non ci credevo, non pensavo potessi da sola, risolvere la questione.
Ma poi notai ad esempio, che gli attacchi di panico si ripetevano spesso, associati ad un precedente evento .
Questo vuol dire che se un giorno mentre mi stavo pettinando , mi era preso l'attacco di panico, era molto probabile che il giorno seguente o lo stesso giorno mentre nuovamente mi  pettinavo , mi riprendesse l'attacco di panico.
Il panico era diventata  una specie di routine e addirittura alcune volte, nonostante il malessere che prendeva il sopravvento , quello era l'unico momento di vero sfogo per me.
La mente era sgombra da qualsiasi altro pensiero, il corpo senza forza alcuna.
Era come fare un grande respiro e buttare fuori tutta l'aria, insieme a tutto ciò che per un motivo o per un altro mi dava fastidio che non riuscivo ad eliminare in nessun altro modo.
Per i primi anni provai
a sviare il problema fino a quando poi decisi di affrontare la cosa mettendomi in gioco davvero, analizzandomi nel profondo e riuscendo a capire cos'era che faceva scaturire tutto ciò.
Così ho trovato modi nuovi e diversi per liberarmi da ciò che mi infastidiva, evitando di tenermi tutto dentro, semplicemente parlando.
Non era niente ...i miei attacchi di panico in realtà non erano niente, era solo il mio corpo che mi intimava di farlo respirare, la mia mente che mi implorava di riposare...bastava poco, ma io non lo avevo capito...
Noi siamo molto più forti di quello che crediamo...abbiamo molte più risorse di quelle che vediamo...
Ad oggi, posso dire che eventi simili appartengono al mio passato. A volte quando avverto qualcosa che mi ricorda quei momenti, faccio un respiro profondo ed evitando di dargli troppo peso, correggo quello che sò, c'è da correggere e vado avanti..
Ognuno di noi ha delle debolezze, ma non sono e non devono essere motivo di imbarazzo. Chi non le mostra, molto probabilmente ne ha più di me, che ne sto quì a parlare!
Personalmente prendere coscienza dei miei limiti è la mia forza e se riesco anche a riderci sopra..vuol dire che ho già vinto!

venerdì 24 aprile 2015

Paninetti con gocce di cioccolato





Se non sapete come consumare la cioccolata rimasta,delle uova di Pasqua ...questa è una buona idea!!Per chi volesse la ricetta...chieda pure!!! ;-)


domenica 19 aprile 2015

TRASFERIRSI ALL'ESTERO PARTE3


Per chi non avesse letto le precedenti 2 parti, questo è il link alla Parte 1 e questo è il link alla parte 2.Buona lettura!

...Inizierai a godere delle novità ...delle differenze che riscontrerai. Camminando...ti sentirai osservato...(se deciderai di andare in un posto che non pullula di europei )...e qualcuno ti fermerà solo per parlare con te..per farti un sorriso...con una scusa banale attaccherà bottone.... Insomma... tutto procederà bene o male ...ma procederà....
Ogni giorno quando ti sveglierai, avrai qualcosa di nuovo da vivere, qualcosa che non conoscevi prima. Sarà unica la sensazione di osservare così da vicino, una cultura diversa dalla tua, visi diversi, abitudini, ma soprattutto, sarà affascinante provare sempre a comprendere il loro modo di pensare. Trovare sempre , modi nuovi per accostarti alle persone che saranno intorno a te...Vedrai l'Italia da fuori: ti accorgerai di quante cose belle ha il nuovo posto ...e allo stesso tempo valorizzerai tutto quello che  di bello c'è in Italia. Riuscirai ad essere obiettivo verso il tuo Paese e verso le persone che ne fanno parte .Alcune di queste persone, saranno presenti nonostante la lontananza. Spenderanno tempo per farti una chiamata o anche solo per scriverti più o meno spesso..: questi piccoli (per loro) ma grandi (per te) gesti daranno il via ad una "selezione naturale". Scinderai in modo netto le persone che tengono davvero a te, da quelle che vivono bene anche senza.
Il Giappone, quando lo immagino ... lo vedo diviso in due parti...in una c'è la tradizione del Paese, nell'altra l'innovazione, la modernità. Entrambe scolpite in egual modo nella vita di tutti i giorni.
Da una parte vedevo persone anziane ordinare la spesa su internet, come nulla ci fosse di anomalo, dall'altra parte vedevo ragazze con il kimono passeggiare tranquillamente in strada nei giorni di festa.  E' come assistere da spettatori ad un film nel quale, in qualche modo ne fai parte anche tu.
Con il tempo ti ambienterai fino a riuscire a capire il "meccanismo", fino a quando la "nuova casa"....diventerà casa e le strade diventeranno famigliari..Niente sarà giusto o sbagliato...sarà quello che hai scelto e avrai fatto bene comunque. Niente rimpianti comunque vada....ricorda...non tutti avrebbero avuto il tuo coraggio...o come direbbero tanti...non tutti sarebbero stati "incoscienti" tanto quanto lo sei stato tu!

sabato 18 aprile 2015

giovedì 16 aprile 2015

Trasferirsi all'estero? PARTE2

Per chi non avesse letto la PARTE1 questo è il link:  ...Trasferirsi all'estero?PARTE1  .

...Ora sei catapultato in questa nuova vita... prenditi il tempo per ambientarti... se non te la senti di uscire       ...rimani a casa...!
Ti sembrerà strano...ma anche rimanendo a casa...starai facendo i tuoi passi avanti. Chi non è lì con te non può saperlo e ancora una volta sarai giudicato... ma chi se ne frega!  E già perchè chi riuscirebbe mai ad immaginare che anche solo fare la spesa sarà una sfida all'inizio!!! Rispondere al campanello di casa...e capire chi c'è dall'altra parte! Aprire la porta ai signori che ti vengono a montare il modem...o al signore che è venuto per consegnarti la lavatrice e non capire quasi niente di quello che ti stanno dicendo.
Un giorno, mi trovavo affacciata in finestra, era una bella giornata di inizio primavera ed ad un certo punto, vedo da lontano due persone sbracciarsi, intente a salutarmi..:erano i miei vicini di casa. In realtà la casa non era proprio vicinissima alla mia, le separava un bell'orto. Questo non ha impedito comunque che la simpatica coppia di moglie e marito mi prendessero in simpatia al punto da salutarmi ogni volta che erano intenti a svolgere lavori di giardinaggio o a raccogliere i panni stesi fuori. Non è stato un problema nemmeno la lingua ,nonostante nè io conoscessi il giapponese, nè loro tanto meno l'italiano. Comunicavamo in inglese. Il mio inglese "a livello scolastico" si è rivelato molto più che utile e sorprendentemente indispensabile anche se non tutti in Giappone lo parlano. La fortuna, comunque ha voluto che loro lo parlassero bene, così ...da " finestra a giardino" è nata questa interessante conoscenza. Loro erano in modo estremamente evidente, felice di poter interagire con me. Un'italiana come vicina di casa...a Fukuoka diciamo che non capita spesso!
Così le prime parole scambiate, furono con il marito ,mentre arrampicato su un albero del suo giardino era a  fare non so cosa! Sua moglie con gentilezza e curiosità non perdeva occasione per pormi domande ed esprimermi il suo amore per l' Italia. Forse per chi legge è difficile comprendere, quanto un  avvenimento simile, per quanto semplice esso sia stato , abbia rappresentato per me, esperienza di vita . Questi due giapponesi in poche parole e qualche sorriso mi hanno fatto sentire il loro calore, hanno scritto una nuova pagina nella mia "realtà giapponese" .  Altre volte dopo la prima, accadde di scambiare 2 chiacchiere ma nulla di più, fino a quando un bel giorno... dopo il solito saluto dalla finestra, sento suonare il campanello della porta! Vado ad aprire ed ad accogliermi trovo la mia vicina che è venuta ad invitarmi a casa loro! Dopo una certa titubanza iniziale...mi decido a seguirla . Invitano me e mia figlia ad  entrare e ci fanno fare un tour della casa!
La prima stanza che mi mostrano orgogliosamente, è in stile tipicamente giapponese, con il tatami a terra e varia oggettistica orientale. Giungiamo subito dopo, nel salone, dove uno splendido pianoforte è lì ad attenderci nella sua maestosità. Dopo avermi invitata a sedere, aver parlato del più e del meno, la signora si accomoda al pianoforte ed inizia a suonarlo. Mi sembrava di vivere in un mondo surreale. Un attimo prima ero in casa a sbrigare le mie faccende e l'attimo dopo due gentili signori mi mostravano tutta la loro accoglienza nel modo più dolce che mai mi sarei aspettata da dei perfetti sconosciuti. Mancava però ancora il pezzo forte della casa: l'esterno. Cosa mai potrebbe mancare, se non il tipico giardino giapponese!Canna di bambù con acqua che scorre compresa! Non mi era mai capitato di vederne uno così da vicino..non mi viene in mente nulla per descriverlo se non ...magico! Prima di andare via, la signora si preoccupa di prepararmi una varietà di verdure che coltiva nel suo orto e regala a Beatrice un giocherello che conservo ancora con cura!
Esperienze come questa ti porteranno a guardarti dentro come non hai fatto mai,  a fare i conti  con i tuoi limiti e le tue forze!


mercoledì 15 aprile 2015

La crostata improvvisata


Vi capita mai di ritornare con la mente alla vostra infanzia? Ritrovarvi a sorridere per quel bel ricordo che riaffiora, proprio mentre siete intenti a sbrigare chissà quale faccenda? Beh a me si: non potrò mai dimenticare quanto io fossi piacevolmente sorpresa e attenta a seguire mia madre mentre, si destreggiava in cucina
sfornando dolci che emanavano quel buon odore per tutta la casa.
Quell'odore faceva "festa" !
Oggi che , è mia figlia a guardare me, mentre cucino, a chiedermi ...:
<mamma posso aiutarti??>...solo oggi ho capito il vero senso del
cucinare...per me oggi vuol dire  AMORE.
 Ed è stato proprio per amore che qualche sera fa, ho accontentata la
sua richiesta:la mia piccola bimba  aveva voglia di crostata!
Avevo tutto il necessario per la pasta frolla ma aimè non avevo
proprio idea di cosa utilizzare per la farcitura! Nel frigo non avevo il latte...quindi ho iniziato con l'eliminare l'eventualità di poter fare la crema...!Apro lo scaffale dove ,solitamente tengo la miriade
di marmellate che a rotazione, mi regalano zie e amiche... e mi rendo
conto che dopo mesi e mesi di "ozio abusivo" nella mia
dispensa...anche le marmellate erano finite. A quel punto la mia
speranza di riuscire a fare una crostatina iniziava davvero ad
affievolirsi .Quando oramai avevo quasi accettato l'idea di lasciar
perdere, ecco che succede qualcosa: arriva lui!!! E si, mio marito con
" fare orgoglioso" mi ricorda che nel cassettone sotto ai fornelli ci
sono quelle due tavolette di cioccolata fondente! Ma si ..come non
averci pensato prima!? Mi sono sentita un pò come Vicky in "Vicky il
vichingo" ogni volta che ha una buona idea ...(gli compaiono le
stelline in testa,mentre la canzoncina preannuncia qualcosa di buono)
...scusate...sono una mamma e oramai cito solo cartoni animati!
Da lì la strada è stata tutta in discesa... il meccanisco nella mia
testa si è sbloccato... prendendo in considerazione anche quei 125
grammi di mascarpone congelati nel frizer.
La prima cosa da fare era scongelarlo... e come farlo velocemente?? Lo
metto in padella... e ci sciolgo insieme le tavolette di cioccolato!!
Perfetto ..il risultato è ottimo e la quantità è sufficiente per
farcire la crostata.
Ok,non mi conoscete abbastanza bene ,ma credete davvero che io mi sia
accontentata di un pò di mascarpone e cioccolato sciolto? Ma no!!!
Mancava quel tocco in più....! Aggiungo farina di cocco e una
manciatina di nocchie tritate ...ed ora si che si ragiona!!!
Decido di evitare  le classiche "strisciettine"con la pasta frolla per
guarnire la crostata perchè la farina di cocco crea magia anche da
sola!...Preriscaldato il forno a 180°,vi inserisco  la crostata ! A
cottura terminata... ripongo la crostata in frigo per raffreddarla...e
dopo un pò di pazienza..finalmente l'assaggio! Che fatica è
stata....ma altrochè se ne è valsa la pena!!

Feltrilandia- PUNTANTA1





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